ESISTONO ANALOGIE TRA L'INDUISMO E IL LIBRO DELLA GENESI?

La leggenda indù si avvicina molto a quella tramandata dalle sacre scritture ebraiche: essa racconta che Siva, l’essere supremo, desiderava tentare Brama( che aveva preso sembianze umane e veniva chiamato SWAYAMBHURA, il figlio auto esistente) e per fare ciò fece cadere dal cielo il fiore del sacro albero di fico. SWAYAMBHURA, istigato dalla moglie SATARUPA, la quale gli fa credere che il possesso di questo fiore lo avrebbe reso immortale e divino, riesce a ottenerlo, ma proprio mentre realizza ciò viene maledetto da SIVA, che lo condanna alla miseria e al degrado (brano tratto da "Il libro che la tua Chiesa non ti farebbe mai leggere).

I personaggi menzionati da Leedom e Murdy, nei testi più antichi dell’induismo, come il Matsya Purāṇa, non mi risultano protagonisti delle vicende su menzionate. La storia di Shatarupa, ad esempio, è tutt’altra. L’induismo usa tale personaggio per spiegare le 4 teste del dio Brahma. Il racconto citato da Leedom e Murdy potrebbe, invece, (a patto che non l’abbiano estratto da chissà dove) essere legato al Bhāgavata Purāṇa che è un testo che gli induisti sostengono sia stato scritto circa 5000 anni fa. Gli studiosi, però, ne fanno risalire la redazione al medioevo, tra il IX secolo e il X secolo d.c. (fonte: Boccali, G., Piano, S., Sani, S., Le Letterature dell’India, UTET, Torino 2000). Dicasi lo stesso per il Brahma Purana: quellio esistente ai giorni nostri è improbabile corrisponda a quello più antico, trattasi, infatti, di uno scritto completamente modificato tra il 13° e il 16° secolo. Pertanto, non spreco tempo e parole per confutare un testo scritto ben oltre mille anni dopo il Libro della Genesi. Leedom e Murdy, fra l’altro, non si sono degnati nemmeno di citare la fonte (dunque neppure sappiamo se ciò che hanno raccontato venga davvero dall’induismo o da chissà dove).