PERCHE' DIO PUNISCE CHI NON USA LA LIBERTA' SECONDO LA VOLONTA' DIVINA?

Dietro la suddetta domanda si cela la pretesa, tipica di alcuni non credenti, di poter fare qualsiasi cosa essi vogliano. Essi dicono, infatti: avendo Dio dato il libero arbitrio, perché punisce o condanna (anche solo nell’aldilà) chi non si è comportato secondo il Suo volere? Ecco che, agli occhi di alcuni, tale libero arbitrio sembrerebbe quasi una sorta di presa in giro (del tipo: Tu mi rendi libero di fare quello che voglio ma poi, se non mi comporto secondo la Tua volontà, mi spedisci all’Inferno). Ebbene, il fatto che Dio ci renda liberi non significa che tutto ci sia lecito. Guai se fosse così. Se alla libertà non fosse posto alcun limite, regnerebbe l’anarchia. Tizio potrebbe uccidere deliberatamente Caio (tanto per fare un esempio) e farla franca in nome del supposto diritto a fare qualsiasi cosa. La libertà, pertanto, non può essere assoluta ma condizionata. E’ così, fra l’altro, anche, con le leggi dello Stato.

A questo punto si potrebbe, però, obiettare una cosa: sapendo che tutti noi, chi più e chi meno, avremmo fatto un cattivo uso del libero arbitrio, perché ce lo ha dato? Perché Dio ci permette di peccare? Non sarebbe stato meglio fare in modo, essendo Egli Onnipotente e Onnisciente, che l’uomo non peccasse?

Alcuni che si credono sapienti, su tale cosa, ci hanno perfino ricamato sopra un presunto paradosso.

Se Dio è onnipotente, onnisciente e infinitamente buono doveva prevedere come andassero le cose ed evitarlo. Non averlo fatto vorrebbe dire non abbia almeno uno di quei tre requisiti. Se non fu in grado di prevederlo allora non è onnisciente, se non fu in grado di evitarlo, pur avendolo previsto, non è onnipotente, se, pur avendolo previsto e pur sapendo come fare, non l’ha fatto, vuol dire che non è infinitamente buono. Ecco che i tanti saputelli che bazzicano in rete credono così di inficiare Dio. Le cose, però, stanno diversamente. Dio già sapeva come sarebbero andate le cose. Non evitò il peccato dell’uomo (come non lo evitò degl’angeli ribelli) non perché non fosse in grado di evitarlo o per mancanza di bontà, tutt’altro, non lo evitò proprio per amore verso le Sue creature. Per evitarlo doveva annichilirle, o “cambiare idea”, cioè non fare ciò che si era proposto di fare (ma Dio è immutabile), o non darci la libertà rendendoci, così, simili a delle marionette. Dio, alla fine, come sempre, ha fatto la cosa più giusta.

A tal proposito mi piace fare un esempio. Un coltello da cucina, soprattutto quelli grossi, affilati e appuntiti (tipo quelli usati in macelleria), se utilizzato correttamente, è utilissimo e come tale è cosa buona. Tuttavia, se usato impropriamente, può finanche diventare un’arma mortale. In virtù di ciò, che dovremmo fare, impedire la produzione e la vendita dei suddetti poiché qualcuno potrebbe usarli per uccidere? Oppure, addirittura, accusare di concorso in omicidio chi l’abbia prodotto (là dove qualcuno abbia ucciso usando un coltello)? Analogo discorso per le automobili. Le macchine sono senz’altro molto utili ma se io mi ubriaco e, dopo aver imboccato l’autostrada contromano, provoco un incidente mortale, non posso che incolpare me stesso; certamente non altri, men che meno il produttore dell’auto. 

Chi sbaglia deve sapersene assumere le responsabilità. Personalmente, penso che la distinzione tra l’essere adulti o meno NON consista semplicemente nel numero di anni. Si può, infatti, essere adulti a 16 anni come si può non esserlo a 50. Tutto sta nel sapersi assumere le responsabilità delle proprie azioni. La libertà che Dio ci ha dato è giustissima e come tale sacrosanta, se poi qualcuno ne fa un cattivo uso non si può scaricare la colpa su chi ce l’ha data. Farlo è sciocco, è da immaturi, è una cosa infantile, anche se ci cascano pure gli adulti. Leggendo la Genesi, è interessante notare che l’uomo e la donna, sin dalla loro caduta, preferirono incolparsi a vicenda (oggi diremo fare scaricabarile) piuttosto che farsi carico delle loro colpe. Quando Adamo fu interrogato da Dio, addossò ogni responsabilità sulla donna e, indirettamente, su Dio stesso. Adamo, infatti, disse: “La donna che tu mi hai affiancato me ne ha dato da mangiare”. Come a dire che se Dio non gli avesse dato una moglie non sarebbe successo nulla. Eva, a sua volta, pur ammettendo di aver raccolto il frutto proibito e di averne mangiato, scaricò la colpa sul serpente che l’aveva ingannata. Da notare che nessuno dei due, almeno lì per lì, chiese perdono. 

Il libero arbitrio che Dio ci ha dato è, in realtà, espressione del Suo immenso amore. Non si può, infatti, amare veramente se non si è liberi. Senza libertà saremmo come dei burattini nelle mani di Dio o, meglio ancora, come dei robot: degli automi progettati per fare solo determinate cose. Un robot lo si potrebbe programmare per ripeterci a cantilena quanto ci ami e ci voglia bene; tali parole, però, dette da una macchina, apparirebbero vuote, addirittura false, poiché né pensate, né volute. Dicasi lo stesso per le “buone azioni” che esso sia in grado di compiere. Un automa, infatti, può fare tante belle cose ma le fa non perché l’abbia scelto o perché l’abbia voluto bensì perché impossibilitato a comportarsi diversamente. Ecco che il robot non ama, quant’anche possa ripetere frasi dolci a ripetizione, né lo si può considerare realmente buono, né ha la capacità di acquisire alcun merito. E’ COSI’ CHE DIO AVREBBE DOVUTO FARE L’UOMO E LA DONNA? Da notare che finanche agli angeli fu data la libertà di scegliere se stare con Dio o contro di Lui. Quelli che chiamiamo diavoli o demoni, in effetti, altro non sono che creature angeliche ribellatesi al loro Creatore. 

Detto ciò, Dio ha posto rimedio alle nostre colpe facendosi Egli stesso uomo ed espiando a causa nostra. Ottenere il perdono divino non è affatto cosa complicata, basta volerlo. Tanti, purtroppo, non hanno neppure quel minimo di umiltà di riconoscersi peccatori.