PERCHE' DIO NON SEGUE LA LOGICA UMANA?

Dio non segue la logica umana. Non fa le cose a caso, ma segue un’altra logica, una logica che a noi può sembrare incomprensibile. Ma come si fa a distinguere una cosa incomprensibile illogica da una cosa incomprensibile che segue un’altra logica? (OBIEZIONI E DOMANDE DI NON CREDENTE)

In merito alla suddetta domanda, si potrebbe fare l’esempio del rapporto esistente tra un bambino molto piccolo ed i propri genitori. Il bimbo, il più delle volte, non comprende certe logiche, più che giuste, degli adulti; non le capisce poiché le proprie facoltà cognitive non glielo consentono. Ecco che, là dove fosse necessario fargli un’iniezione, il bambino sarebbe senz’altro riluttante sebbene ne vada del suo bene. Inutile anche, nel caso che il bimbo sia molto piccolo, provare a spiegargli l’intera problematica poiché non in grado di capirla. Ecco che, per provare a comprendere quanto le nostre capacità cognitive siano limitate in rapporto a Dio, basti pensare che Egli, oltre che onnisciente, è anche “futuribile”. In pratica Dio sa come sarebbe stata la nostra vita se, anziché fare determinate scelte, ne avessimo fatte altre. Oppure se fossimo nati e cresciuti in un contesto sociale diverso. Non solo Dio è onnipotente e futuribile ma ha anche tutto sotto controllo. Per noi tutto ciò è inimmaginabile, poiché va oltre ogni logica umana ma, come disse Gesù, quello che è impossibile agl’uomini non lo è per Dio.

Mi piace citare, a tal proposito, i Promessi Sposi. Tra i protagonisti dell’opera manzoniana, non ci sono solo Renzo, Lucia, Fra Cristoforo, Don Rodrigo, Don Abbondio e via discorrendo ma anche, e soprattutto, la Divina Provvidenza. Al capitolo VIII, nel celeberrimo addio ai monti di Lucia, Manzoni ha inserito una frase che, di per sé, riassume il senso di tutta l’opera: “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”. Ricordo che a scuola, studiando i Promessi Sposi, la mia professoressa di lettere diceva che, se Don Abbondio avesse denunciato ai propri superiori i soprusi di Don Rodrigo, tutto si sarebbe risolto subito entro i primissimi capitoli dell'opra. Trattandosi di un romanzo, ovviamente, le cose non potevano risolversi con tale rapidità ma anche nella vita vera, spessissimo, certe situazioni, anziché evolvere facilmente, si ingarbugliano come e peggio del gomitolo di una matassa. Dopo aver letto l’opera del Manzoni, si capisce, allora, che se l’Innominato non avesse rapito Lucia non si sarebbe convertito. I Padri della Chiesa dicevano che la salvezza di una sola anima vale già più dell’universo intero. Scorrendo le pagine dei Promessi Sposi, scopriamo che, oltre a quella dell’Innominato, ci furono anche altre conversioni e ravvedimenti. Renzo, pur credendo in Dio, era un ragazzo irascibile e a tratti quasi vendicativo. Tant’è che arrivò a desiderare la morte del suo più acerrimo nemico: Don Rodrigo. Quando, però, vide quest’ultimo moribondo, grazie anche alle sagge parole di Fra Cristoforo, l’odio si tramutò in pietà, finendo, addirittura, col pregare per lui. Lo stesso Don Abbondio, in un modo o nell’altro, si pentì della propria viltà. Una menzione a parte, invece, la merita l’uscita di scena di Don Rodrigo. Dopo aver sognato Fra Cristoforo che gli diceva sarebbe giunto anche per lui il Giudizio di Dio, scoprì di aver contratto la peste. Tradito dal Griso, fu portato al Lazzaretto dove rincontrò Fra Cristoforo e Renzo. Manzoni, a tal punto, descrive Don Rodrigo con lo sguardo perso nel vuoto non dicendoci se, prima di morire, si pentì o meno. Personalmente, credo che Manzoni abbia voluto dirci con ciò che la Grazia Santificante di Dio la si possa accogliere, come rifiutare. Pertanto, finanche a Don Rodrigo (personificazione dell’uomo cattivo e prepotente) fu data un’ultima possibilità. A lui, però, la scelta se sfruttarla o meno.

Dopo aver letto i primissimi capitoli dei Promessi Sposi, assumendo, per un attimo, potesse trattarsi di una storia vera (o per lo meno veritiera), anziché solo di un romanzo, verrebbe da chiederci dove stia Dio in certi momenti. Possibile si distragga? Possibile che un Dio infinitamente buono possa volere o anche solo permettere dei dolori così grandi? Basta la questione del libero arbitrio a spiegare certe ingiustizie? Leggendo, però, l’intera opera, capiamo quanto grande e misteriosa sia la Provvidenza Divina, Provvidenza che, come abbiamo visto, non abbandona nessuno (neppure quelli come Don Rodrigo e l’Innominato)